INCONTRI DI PSICOTERAPIA Enrico: un giovane senza emozioni

Chi è Enrico?
Enrico arriva per la prima volta da me a 16 anni. Mi chiama la mamma e dopo un colloquio con entrambi i genitori concordo un colloquio con loro per incontrare Enrico.
Enrico è chiuso in se stesso non scambia lo sguardo dice pochissime parole e sembra non provare nessuna emozione, da l’impressione di implodere. Durante la seduta sono piuttosto io che dopo una introduzione della mia figura parlo con lui osservandolo e rimandandogli le mie sensazioni e immaginazioni. Alla fine della seduta decide di non voler intraprendere un percorso.
I Genitori
Negli incontri con i genitori emerge che Enrico ha abbandonato la scuola ed è triste con poche relazioni. Queste sono preoccupazioni della mamma, il papà sembra apparentemente minimizzare e durante la seduta è spesso accentratore e iperattivo (gesticola, si alza e cammina) e dice che il vero problema sono loro lanciando una serie di accuse verso la moglie. Dopo alcuni incontri la mamma decide di non venire “il problema è il figlio” e il papà continua a venire per un altro paio di incontri “il problema è la moglie”.

Il ritorno
Con il raggiungimento della maggiore età Enrico torna. Rivela di essere disorientato e di non riuscire a provare emozioni se non talvolta quelle negative come ansia, rabbia e forse dolore. Dice che quel giorno (prima seduta) di essersi per la prima volta sentito accolto incondizionatamente e essersi portato via un po’ di serenità.
Emerge una storia familiare altamente disagiata, ora Enrico vive con il padre la madre se ne andata da sui genitori portando via la sorella più piccola. Il padre verbalmente e talvolta fisicamente violento verso la madre e verso di lui è dedito al gioco. La madre appare altamente manipolativa nella storia di Enrico, lo metteva sempre in mezzo tra lei e il marito.
Il momento del cambiamento
Durante una seduta dopo un racconto concitato di Enrico, intervengo
“Mi stai raccontando degli ultimi accadimenti e delle emozioni che stai provando….
disperazione per le condizioni precarie in cui ti trovi
spontaneità nel chiamare zia
rabbia mentre parlavi di tuo padre con zia
senso di colpa dopo le “interpretazioni psicoanalitiche” di zia
freddezza (sentita o immaginata) nei confronti di zia
paura di essere abbandonato quando zia mette in atto modi bruschi e vuole tagliare corto
contentezza dell’aiuto economico che ti da zia gestendo alcuni soldi di papà.
allo stesso tempo ti senti ferito da questo aiuto fino ad arrivare ad un senso di repulsione
poi c’è la paura di deludere le aspettative di zia
infine il sentirsi intrappolato da questa situazione……
ora ad ogni emozione consegue un azione congrua e funzionale per arrivare a questo obiettivo:
“Voglio stare bene e riuscirmi a vivere la vita che ho sempre sognato, quella vita per la quale sto lottando, quella vita che mi merito.” (parole di Enrico di una precedente seduta riprese da me)
L’insight
Enrico spalanca gli occhi mi guarda dicendo:
“…forse è arrivato il momento di vedere le mie buone qualità….fino ad ora non l’ho fatto e sto sempre giù di morale! mi rimprovero di qualsiasi cosa….. se guardo in passato… si… di errori ne ho fatti ma basta prendersi sempre le colpe che non ho! se mi hanno abbandonato non è stata colpa mia… Io voglio rispettarmi e ritrovare questi miei lati positivi, mentre te lo dico sono commosso da queste parole, e penso sia la strada giusta da seguire. Sto cominciando ad invertire credo questo meccanismo perché mai ho pensato a me come persona positiva mai! E adesso voglio andare a prendere quel bambino che ho lasciato li da solo e coccolarmelo. Me lo merito.”

Focalizzarsi sulle emozioni
Esprimere, Ascoltare e conoscere le emozioni centrarsi in terapia su di esse (Elliott R., Watson J. C., Goldman R. N., Greenberg L. S., 2007)(link sul libro) permette una psicoterapia prettamente orientata al processo che ha lo scopo di aiutare i clienti a sviluppare la loro intelligenza emotiva per poter affrontare i loro problemi e vivere in maggiore armonia con se stessi e con gli altri. L’idea di base è che le emozioni sono adattive, ma possono diventare problematiche perché alle persone viene spesso insegnato ad ignorarle o rimuoverle. Le emozioni ci dicono cosa è importante in una certa situazione, agiscono come una guida verso ciò di cui abbiamo bisogno o che desideriamo e ci aiutano ad immaginare quali azioni sono appropriate. Nel tempo, essere consapevoli delle emozioni ed imparare a gestirle ed usarle dà un senso di coerenza e di integrità.
Per Enrico sperimentare quelle emozioni che sono emerse nella sicurezza del setting di una seduta psicoterapeutica è stato fondamentale per scoprire il valore di una maggiore consapevolezza ed un uso efficace di esse.
Alcuni laboratori sulle emozioni (link sui miei laboratori) possono essere un buon inizio per prendere conoscenza di esse ed entrarci in contatto.

Conclusioni
Enrico avendo sempre più consapevolezza delle sue emozioni, di quanto accade al suo interno piuttosto che focalizzarsi sulle aspettative degli altri e sui suoi pensieri razionalizzanti ha riorientato la propria vita. Ha intrapreso di nuovo la scuola, diplomandosi e costruendosi un percorso di studio, lavora occasionalmente per mantenersi e ha una relazione duratura.
Se hai avuto un’esperienza simile (come psicologo o come paziente) mandaci il tuo punto di vista scrivendo con messaggio privato alla pagina Facebook o commentando qui sotto.